martedì 24 marzo 2015

Manzoni, i Social Network e l'importanza del verosimile

[Premessa: se sei qui per la prima volta tieni presente che quando parlo di "social network" mi riferisco sempre ad un uso finalizzato alla promozione della propria attività o del proprio brand.]


Perdonami se oggi sono un po' poetica e letteraria, ma c'è una domanda che sempre mi provoca nella gestione dei canali social di cui mi occupo: quanto quello che comunico, è recepito come vero?

Da quando il mio modo di utilizzare i social network è diventato più strategico (nel senso di più definito dal punto di vista delle sue funzionalità) combatto sempre tra il rischio di una forzatura e il desiderio di rimanere autentica e quello che mi sembra di capire dai miei tentativi, è che quanto più un contenuto (post, foto, link..) su un social è verosimile, tanto più sarà apprezzato, letto, guardato, condiviso.
Incredibile ma vero, mentre smanettavo a modo mio per cercare di capire meglio questa intuizione mi sono imbattuta in un testo di Manzoni (sì, Alessandro, quello un po' palloso e prolisso dei Promessi Sposi) che mi ha folgorato.

In una lettera sui Promessi Sposi il signore con il colletto frou frou sostiene che "la poesia e la letteratura in genere debba proporsi l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo"; proviamo a sostituire - scusa Alessandro - "la poesia e la letteratura" con i social network e secondo me il suggerimento è illuminante:

  • Quello che pubblichiamo deve essere utile a chi ci legge, e nella categoria utile c'è la soggettività di ciascuno (per me può essere utile un tutorial sulla auto-piegatura dei panni, per te una selezione di meravigliose Swedish Hasbeens o la mia opinione sui finti-washi tape comprati al supermercato)

  • Quello che raccontiamo o mostriamo deve essere verosimile e qui, Treccani alla mano visto che oggi siamo colte, scopriamo che è verosimile ciò "Che ha l’aspetto, l’apparenza della verità, e perciò potrebbe anche essere vero, o ritenuto tale e accettato per tale"


Questo è davvero accaduto ieri sera, ma circa un'ora prima di quando l'ho pubblicato,  ma sai com'è..."la balena di Facebook"

  • Il mezzo che utilizziamo deve essere interessante, per questo non è indifferente la scelta di un testo o di una foto o se utilizzare Facebook, Instagram o twitter per un determinato contenuto.
Una foto pubblicata da Rita Bellati (@ritabe_faccioedisfo) in data:

Quelle che vedi qui sopra e qui sotto sono due situazioni legate al mio lavoro, ma un contenuto è più adatto a Instagram mentre l'altro è più appropriato per la pagina Facebook



Scoprire che un signore vissuto quasi 200 anni fa ci può spiegare come usare bene qualcosa di così attuale come i social network mi sembra incredibile(ecco a cosa serve studiare... me lo devo ricordare quando me lo chiederanno i miei figli).

Allora lascio concludere lui perchè io lo ascolto stupita e imparo:

"la poesia e la letteratura [...]Debba per conseguenza scegliere gli argomenti pei quali la massa dei lettori ha o avrà [...] una disposizione di curiosità e di affezione, nata da rapporti reali, a preferenza degli argomenti, pei quali una classe sola di lettori ha una affezione nata da abitudini scolastiche, e la moltitudine una riverenza non sentita né ragionata, ma ricevuta ciecamente"

Ed è proprio a questo punto che viene fuori che c'è un'elemento sottinteso ma che deve venire prima di qualsiasi nostra scelta strategica o editoriale: solo se sappiamo e scegliamo con chi vogliamo parlare allora potremo proporre contenuti Utili, Veri e Interessanti.

Grazie Alessandro.. non pensavo che ti avrei incontrato di nuovo!

Le citazioni sono tratte da "A. Manzoni, Lettere sui Promessi Sposi" e "Treccani vocabolario"

venerdì 13 marzo 2015

Festa del papà. Io gli regalo spazio

Devo ringraziare la mia amica Sara se quest'anno mi sono fermata e ho deciso, ancora una volta, di fare il regalo al Calda per la festa del papà (perchè di solito l'asilo dei miei figli mi da la paga).
E' stata l'occasione per ridirmi perchè sono così fiera di essere la compagna del "Capo della casa".
E la cosa più preziosa che posso regalargli è spazio, tutto lo spazio che si merita un capo valoroso.
Così gli ho dedicato una parete (condita da parole decisamente "di altri tempi")




Il minitutorial scemo per fare questa parete (o meglio, per fare il foto-display con i miei amati legni) lo trovate a casa Nuvolosità Variabile.

Io vi abbraccio

martedì 10 marzo 2015

Evento CasaFacile Style, tra entusiasmo, formazione e sedie (di cui non parlerò)

Credo sia colpa della tensione che se n'è andata o dell'adrenalina che ha lasciato il posto al solito senso di inadeguatezza quando mi trovo in mezzo a tanta competenza, sta di fatto che sono passati 4 giorni dalla meravigliosa giornata passata con le blogger di Casa Facile e io sono ancora qui a rimuginare sul valore del mio contributo in mezzo a questo stuolo di meravigliose blogger così Interior-design-oriented.


Ma facciamo che non ti tedio con i miei complessi (io dico NO a Calimero!) e ti racconto alcune cose belle che mi sono portata a casa:

1) Il Direttore Giusi è quel mix di autorità, professionalità e simpatia che ti disarma e ti appassiona
2) La redazione di Casa Facile è formata da persone gentilissime, dolci e attente
3) Una location non vale l'altra perchè il luogo dove eravamo trasmetteva tutta la bellezza e il calore di cui parlavo nel post che ho scritto per la selezione di Casa Facile


4) Per quanto questo mondo 2.0 sia ricco e entusiasmante, c'è bisogno della concretezza di un aspetto, di un tono di voce, di uno stile (io ho avuto tanti re-incontri e molte piacevoli sorprese!)
 
Foto credit @Tulimami, @Ceraunavodka, @Katiaartoleria
5) Non si smette mai di imparare (ho fatto il corso con Enrica ma ancora una volta mi sono portata a casa uno stimolo che mi ha indirizzato su una strada, ma questo te lo spiego prossimamente).

Foto Credit @latazzinablu
6) Puoi stare seduta tutta la vita su una sedia, ma quando provi quella fatta apposta per te vorresti piangere perchè non sai se inserirla nel budget prima o dopo la macchina fotografica che vorresti acquistare da due anni. (Vi assicuro che non riesco più a pensare alla craft room dei miei sogni senza quella benedetta sedia Varier)


7) Per avere qualcosa da raccontare occorre continuare a guardare altro da sé, da quello che facciamo, dai nostri curati set fotografici, dai nostri prodotti, dai nostri contesti. E' indispensabile guardare l'altro che arricchisce la nostra capacità di percezione di ciò che fa bene agli occhi e al cuore (grazie a Giandomenico Frassi che mi ha fatto capire che sono lontana anni luce da una vera abilità fotografica)

Foto Credit @CasaFacile

8) Puoi essere la Socialona più accanita e appassionata, ma è facilissimo che ti dimentichi di fare le foto "importanti" perchè sei troppo trasportata dalle relazioni e da quello che vedi
.
Foto Credit A Day with V
9) Si può stare in 22-insieme-appassionatamente su un balconcino minuscolo
Foto Credit @CasaFacile
10) Puoi tornare a casa da una giornata di lavoro (sì, proprio così #èperlavoro) piena di domande sul tuo futuro, su quella strada in cui hai messo un piede senza crederci troppo e che invece ti ha tirato dentro, e ti scopri disarmata e incuriosita per quello che potrà nascere perchè tu non ne hai la più pallida idea; l'unica cosa che puoi continuare a fare è dire chi sei, dirlo senza timore perchè, forse, è proprio il motivo per cui sei stata messa lì.

La mia felpa per le occasioni speciali. Foto Credit @ceraunavodka
E qui è dove potrei fare una dichiarazione d'amore pubblica per quella sedia, ma è dove mi fermo per rispetto nei tuoi confronti (e nei miei), perchè se è vero che io capisco di handmade, craft, fai da te, utensili, social media per artigiani, legno e compagnia, non sarei credibile se iniziassi a parlarti di una sedia entrando nei dettagli dei suoi mille aspetti prodigiosi
Ti dico solo che la Thatsit Balans di Varier è fighissima e che mi ha rubato il cuore, ma niente di più. 
Non sarei io e questo non sarebbe Faccio e Disfo.

mercoledì 4 marzo 2015

L'Handmade non è per tutti (parola di Colibrì Academy)


Ci sono situazioni che segano le gambe. A me è successo a una festa di compleanno:




In quell'occasione ho capito principalmente due cose, una riguarda la mia consapevolezza su cosa significhi educare, l'altra, quella che vorrei raccontarti oggi, è l'evidenza che l'handmade non è per tutti... ad esempio non è per mia figlia.

Immaginati lo stato d'animo: io, che creo con passione oggetti fatti a mano (alcuni anche per bambini) ,mi ritrovo davanti una figlia che si imbarazza per il mancato "vero-regalo".
Che centri l'età, la cultura, la Tv, le amicizie, o il cattivo gusto, sta di fatto che mia figlia non è la mia cliente ideale, è un'evidenza da cui non posso prescindere.

Se però all'inizio ci sono rimasta male, poi è nata in me la stessa serenità che ora mi rende certa che My#Selfie e Cose Minute non sono per tutti, ma solo per quella cliente in particolare, quella che ho imparato a conoscere durante quest'anno e che continua ad essere il punto di riferimento del mio lavoro.

Se c'è una cosa che sto apprezzando in particolare del mio percorso è proprio questa consapevolezza che piano piano prende forma e solidità, la coscienza che quello che creo deve avere un'identità e una certa qualità, che il prezzo non si stabilisce a sensazione, ma è il frutto di calcoli e considerazioni e quindi può cambiare (come è successo per le ragazzine), che  il mio modo di raccontare quello che creo deve tenere conto delle persone con cui sto parlando...
Insomma non ci sono alternative: se voglio che il mio lavoro di artigiana abbia un senso e un futuro mi ci devo dedicare con cura e attenzione, devo continuare a studiare, a confrontarmi a correggermi. 

C'è un luogo che mi sta aiutando in questo, che sta diventando indispensabile per la mia vita di handmaker. Si chiama Colibrì Academy.
E' vero è un luogo dove io, Anna e Fran insegniamo agli altri i passi che abbiamo fatto e che vale la pena fare, ma è un luogo che continua ad darmi tanto, per me è l'ennesima occasione per imparare facendo (in perfetto stile Faccio e Disfo).

E' spinte da questo entusiasmo (e da quello delle quaranta Colibrine che stanno terminando il primo ciclo) che abbiamo deciso di replicare il Corso di Primo Livello senza indugiare: a maggio si riparte con un nuovo stormo:


Quando abbiamo deciso non potevo non pensare a te: se pensi che valga la pena rischiare su un desiderio che è lì, custodito nel tuo cuore questo è davvero il posto per farlo volare libero.
Dire che "l'handmade non è per tutti", non è una rinuncia, al contrario, è un passo di consapevolezza che rende il mio e il tuo lavoro sempre più degno di essere considerato tale!
Un abbraccio!

p.s. se vuoi dare un'occhiata per farti un'idea di quello che succede nella prima edizione ti consiglio di leggere il meraviglioso racconto di Anna
p.p.s. sul primo insegnamento generato dalla reazione di mia figlia ci torno, promesso!

lunedì 2 marzo 2015

Come usare Instagram per la tua attività handmade (Te lo spiega Hugh Grant)

Premessa 1: per una che si sparerebbe in vena le 7 serie di Sons of Anarchy, intervallate da Walking Dead e House of Cards, con un ripasso di Breaking Bad, Notting Hill è da carie ai denti (e anche ai limiti dell'assurdo), ma per spiegarti quello che avevo in mente mi sembrava il film adatto.

Premessa 2: quella che leggerai è la mia opinione sull'uso di Instagram, non è necessariamente quella valida per tutti.

Ok partiamo.


Dicevamo... Notting Hill. La storia sicuramente la conosci, ma ho bisogno di soffermarmi su alcuni dettagli:

Lui ha una libreria un po' sfigata in uno dei quartieri più belli di Londra (o forse è solo sfigato il suo collega), la libreria si rivolge a una nicchia particolare, quella degli amanti dei libri di viaggi e l'attività fatica a decollare. Un giorno, si palesa nella libreria più sfigata di Londra l'attrice più famosa di Holliwood. Non mi soffermerò sull'antipatia della stessa (e sui suoi terribili occhiali da sole), ma il belloccio con ciuffo e occhio spento, fingendo di non riconoscerla, inizia a fare una serie di cose sconvenienti:

- offre consigli non richiesti
- sconsiglia un libro che sembra piacere alla cliente senza spiegare il motivo per cui non dovrebbe acquistarlo
- le offre un fascicoletto che sa di anziano, mentre lei sembra stia cercando un libro fotografico.

Lei decide di acquistare il libro sconsigliato e se ne va. Poi succedono una serie di fatti "accidentali":

- lui si scontra con lei per strada e le rovescia del succo addosso
- lui la invita a casa sua per cambiarsi
- lei si cambia e se ne va
- lei ribussa e bacia il belloccio dalla riga in mezzo

Cosa è successo? Perchè Hugh non è riuscito a vendere un libro ma si è beccato il fatidico bacio (che rimane una cosa piuttosto assurda, ma questa è un'altra storia)?

Semplice: la libreria non è propriamente un luogo di conquista; una donna si aspetta di essere importunata al pub, in palestra o in discoteca, luoghi dove tende a mantenere le difese alzate e a difendersi da approcci inopportuni. In libreria si va per acquistare un libro, al massimo ci si difende dal libraio fastidioso che non ha capito cosa vogliamo leggere.

Insagram è esattamente come una libreria, un luogo dove una non si aspetta di essere importunata da fastidiosi latin lover. Le persone, infatti, scelgono di seguire un profilo perchè gli piace quello che vedono.

A differenza di facebook, dove spesso vediamo quello che non ci interessa (semplicemente perchè interessa a qualche nostro amico), su Instagram scegli di vedere solo quello che vuoi.
Ecco perchè le difese dei nostri folllowers sono abbassate, perchè sono in un posto dove si sentono liberi e a proprio agio.

Ecco perchè, secondo me, Instragram è la vetrina ideale per chi vende prodotti artigianali: chi ti segue con costanza ama davvero quello che fai

Come farlo, allora in modo sensato? Ce lo insegna Hugh-ciuffo e occhio spento :

- rendi la tua libreria un luogo accogliente (cerca di fare belle foto, dedica tempo anche all'editing, aiutati con le app se la luce non ti aiuta e non postare qualsiasi cosa a meno che non sia una foto bella a prescindere del soggetto - ma su questo ritorneremo la prossima volta)
- lascia entrare liberamente chi passa (se vuoi usare IG per la tua attività niente profili privati!), fallo sentire a proprio agio e invoglialo a guardare tra gli scaffali (cura la tua gallery, mantienila pulita e ordinata, cancella le foto che creano disarmonia)
- sii disponibile ma discreta (rispondi sempre ai commenti e alle domande, ma limitati a quello che ti è stato chiesto, niente pubblicità occulta!)
- non forzare un acquisto
- "ascolta" i like
- sii autenticafai vedere quello che sei senza doppio fine (ricordati che Hugh Grant ha conquistato Anna Scott pur avendo una terribile riga in mezzo)
- apri le porte dello sgabuzzino (fai vedere come lavori, dove, quali attrezzi usi...)
- non stare su Instagram per vendere, ma per raccontare e conquistare.

Spero di esserti stata utile! Tu, invece come usi Instagram? Se ti va di raccontarmelo sono tutta orecchi!
Un grazie speciale all'inviato di Cavalli e Segugi e all'antipatica attrice smielata.

Buona settimana!
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