lunedì 18 maggio 2015

Il picnic in scatola

Io non so cucinare, anzi, io credo di saper cucinare, ma non è una cosa che mi piace fare.
Secondo me dipende dallo spazio che (non) ho e dal fatto che il menù di casa è super ristretto (sì, anche quello di mio marito sportivo che non mangia frutta e verdura), ma io non ho voglia, al momento, di iniziare una ferrea rieducazione alimentare.

In casa nostra gli aperitivi vanno che è un piacere , lo so è anti-educativo e fa male alla salute, è vero verissimo, come la pepsi e le patatine con cui faccio spuntini (no, i bimbi niente pepsi), ma al momento non sono in condizione psico-fisica per farci attenzione, mi conosco, sarebbe l'ennesimo motivo di nervosismo e secondo me ne produco già a sufficienza.
Prometto che prima o poi penserò alla mia alimentazione e se succederà te ne darò notizia, ma per ora ti devi accontentare di un'idea pic-nic in stile Faccio e Disfo: molto carino e poco sano.

Il tutorial completo, fatto in collaborazione con A Little Market e Self Packaging, è su CASA CREATIVA, ma visto che non so se lo acquisterai ti lascio qualche scatto e ti racconto due aneddoti:


Il primo è che ho cercato disperatamente quelle postate in legno molto estetiche e "molto Pinterest", ma non ne ho trovate e quindi mi sono ritrovata a modificare un cucchiaio di legno di bambù per ricavarne una forchetta di dubbia funzionalità:


Il secondo aneddoto è che, dopo aver fatto le foto, ci siamo ritrovati a dover cenare a tavola mangiando il contenuto dei vasetti di vetro che ho usato per lo shooting; felici i bambini, un po' meno il marito.



E da ultimo ti svelo un segreto: se come me non puoi permetterti di cambiare tavolo per ogni shooting fotografico puoi fare così:


Buona settimana con tutto l'affetto del mondo. Un abbraccio

mercoledì 13 maggio 2015

Perchè Pinterest ha ucciso i craft-blog (e mi ha reso una madre serena)

C'è stato un tempo in cui pensavo che i miei figli avessero bisogno che gli organizzassi "attività" per stare bene, ma forse ne avevo più bisogno io.


Non sono mai stata in grado di relazionarmi con i bambini (li ho sempre evitati) e quando sono stata "costretta", ho capito che cantare con loro non faceva per me, giocare a travestirsi inscenando battaglie medievali neanche, cucinare con loro neppure (cucinare?), una cosa riuscivo a fare per non impazzire: usare mani, colla, legno, colori ecc... 
Pian piano però questo modo di stare con i miei figli si è trasformato in "devo inventarmi qualcosa di mai visto così posso fare un tutorial per il blog" e spesso questo diventava il vero motivo di un gioco-fai-da-te, non più lo stare con loro.

Poi è arrivato Pinterest e indovina cosa ho scoperto? Che la maggior parte delle idee che mi venivano in mente le aveva già avute qualcun altro che ci aveva fatto pure un post sul suo blog, con foto più belle delle mie e risultati WOW!

Su Pinterest c'è TUTTO; tu prova a digitare "attività per bambini" (meglio se in inglese) e ti dimenticherai di qualsiasi craft-blog.

Ecco perché io ora uso i pennelli solo per creare cose che appassionano ME (e che poi magari vendo a te, che non hai nessuna voglia di improvvisarti crafter);

ecco perché i miei figli giocano DA SOLI con il lego, il playmobil, gli Elasticolor, i kit di didò di Frozen e compagnia commerciale (e si divertono un sacco);

ecco perché le cose che facciamo insieme ora sono "banali" giri in bicicletta, sessioni di puzzle, le pulizie e giochi in scatola (no, cucinare ancora non se ne parla, per quello c'è Benedetta Parodi);

ecco perché la mia ansia da performance come madre-manualità se n'è andata (non che avessi davvero l'ansia, però ero un po' in fissa);

ecco perchè se ho bisogno di un'idea la chiedo a Pinterest e lascio i neuroni per lavorare meglio alla mia neonata professione;

ecco perché se condivido un DIY qui o altrove è solo perchè mi diverto e penso possa essere divertente anche per te (della serie #minitutorialscemi)

ecco perché ringrazio Pinterest: perché mi chiede di essere qualcuno e non semplicemente una craft-blogger macina "lavoretti". 

E se sei qui che mi leggi ancora, forse sono sulla strada giusta.

p.s. ma poi, in quante hanno rifatto un' attività che hanno visto su uno dei nostri  craft-blog?
Di solito tutto si risolve con un semplice "che brava che sei", benissimo per l'ego, ma quanto è utile al mondo?

martedì 28 aprile 2015

Avere la faccia tosta di rifiutare un lavoro

(PREMESSA: le affermazioni scritte in questo post sono frutto di riflessioni sul mio modo di lavorare, non sono necessariamente valide per tutti. )


Stamattina ho rifiutato una collaborazione con una nota azienda che mi avrebbe pagato per partecipare a un progetto di comunicazione già delineato nei dettagli e legato ai detersivi (no, Mastro Lindo, P&G e gli acrilici non c'entrano, mi servivano solo come esempio).
Non erano molti soldi ma erano soldi (più di quanto mi sia stato offerto la maggior parte delle volte) e per chi come me ha la P.Iva c'è poco da fare i preziosi.

Ma il punto non sono solo i detersivi (che già cascano male per una come me)

Ci ho pensato a lungo e intensamente - nonostante la febbre che in questi giorni sta causando un netto calo di produttività.
Ci ho pensato per capire se davvero non riuscissi a trovare un modo per accettare senza rischiare di sprecare tutto il "duro lavoro di essere me stessa" fatto fin'ora.
Ci ho riflettuto molto perché quella era un'entrata garantita cosa molto rara qui da me.
Ci ho pensato di nuovo perchè, da quando sono stata inserita tra le blogger di CasaFacile, ho evidentemente sorpassato la linea del "ho un blog solo perchè mi piace scrivere", che non vuol dire che cambio rotta, ma di fatto, sono disposta a confrontarmi anche con chi ha interesse a parlare con me (aziende, brand & Co.)

L'agenzia che si occupa del progetto è stata gentilissima, professionale impeccabile direi (una rarità sinceramente), e sapere di essere tra le 4 blogger-influencer (questa fa ridere) scelte per questo progetto certamente non è cosa che mi ha lasciata indifferente.
E allora perchè sono stata così snob da rifiutare?
Dopo essermi fatta tutte le domande di prima me ne sono fatta un'altra: qual è il problema? Cosa non torna? I detersivi?
No, quello che non funziona con me sono i progetti preconfezionati.

Nella mia breve esperienza ho visto questo: le aziende hanno degli obiettivi di comunicazione, creano progetti fighissimi ad hoc per quegli obiettivi, cercano blogger che abbiano uno stile di comunicazione interessante e provano a incastrare questi ultimi due.

Io non sono esperta di comunicazione e forse questo metodo funziona, ma io non riesco a lavorare così perchè per me è come chiedere a un panettiere di fare il centralinista, non dico che non sarebbe capace, ma certamente sarebbe più bravo, autentico, realizzato e credibile se facesse il panettiere.
Cosa vuol dire fare il panettiere in questo mondo blogger? Vuol dire semplicemente che se tu azienda vuoi dire una cosa, ma pensi che io la sappia dire meglio a determinate persone, io panettiere prima di tutto verifico davvero di poterlo fare e in tal caso te la confeziono sotto forma di michetta, rosetta, ciabattina ecc, (perchè i miei clienti vengono da me per comprare il pane) uso quelle farine perchè secondo me vanno meglio, ci lavoro con le mie tecniche di panificazione e te la espongo in quella parte della vetrina che so che colpisce quelle persone che possono essere interessate. Se invece, per quanto ti piaccia come lavoro, mi chiedi di chiamare a casa i miei clienti per proporgli il tuo brand, capisci che forse il risultato non sarà dei migliori per nessuno dei due.

Nei miei 32 anni ho ancora molto da imparare ma c'è una cosa che continuo a constatare: quando si creano scatole preconfezionate nei dettagli per farle andare bene a tutti, alla fine il pacchetto se non fa schifo è comunque anonimo.
Tu azienda non puoi pensare che io sia simile a un canale televisivo dove periodicamente e con con parole mie, trasmetto contenuti senza preoccuparmi di chi c'è di là che guarda. Quello lo fa Mastrota con le pentole o le tipe con le tettone sui materassi in lattice.
Io sono disposta a parlare per te - se mi piace quello che fai, corrisponde in qualche modo ai miei valori e in qualche modo ci guadagno - , ma non posso farlo come hai in mente tu perchè sicuramente il risultato sarà pessimo e se tu ci rimetti qualche soldo, io mi ci gioco una casa che sto costruendo mattoncino per mattoncino rimanendo profondamente Rita di Faccio e Disfo.

p.s.dopo questo mi metto a sistemare il curriculum: A.A.A. offresi centralinista

venerdì 24 aprile 2015

Perché dovresti chiedermi una consulenza

L'altro ieri mi hanno bocciata all'esame pratico per la patente della moto.

Sì, c'è un messaggio subliminale
Sono stata bocciata perché non ho capito l'esaminatore. Lui mi faceva entrare in rotonda dicendo "sinistra-sinistra-sinistra" e io mi mantenevo sulla sinistra, mentre lui voleva che uscissi alla terza uscita.
Uno stronzo. Già. Avrei preferito essere bocciata per una caduta rovinosa trascinandomi i birilli piuttosto che per un errore interpretativo.

Ieri ho scritto questo post su Facebook:

Viste le crescenti richieste, ho deciso di creare un servizio di consulenza su NetworkMamas per le vostre pagine...
Posted by Faccio e Disfo on Thursday, April 23, 2015


Ed è andato male, o meglio, peggio del previsto (dai dati Insight risulta che abbia ha raggiunto meno persone della mia media, ma soprattutto ho avuto interazioni piuttosto basse) .
Cosa c'entrano le due cose?
Più lo rileggo, più sento sovrapporsi la voce dell'esaminatore che dice "sinistra, sinistra, sinistra".
Questo post non si capisce e quindi non arriva vincente a destinazione (seconda bocciatura in due giorni, un record!)

Ma se, a causa dell'esaminatore stronzo, mi tocca ripagare l'esame e aspettare un mese prima di poterlo rifare - oltre ad aver versato preziose lacrime di nervoso che mi servivano per affrontare l'adolescenza dei miei figli -, al post di Facebook posso riparare spiegandoti perché ho creato un servizio,  a chi è rivolto, perché dovrebbe servire e perché dovresti acquistarlo proprio da me.

1) PERCHE' HO CREATO UN SERVIZIO in cui analizzo la Pagina Facebook della tua attività?

Da quando ho fatto il corso di Enrica per diventare Social Media Manager ho imparato a osservare le fanpage (in particolare quelle di artigianatocraft e handmade) con occhio attento cercando di capirne le dinamiche, le scelte, gli obiettivi. Da queste osservazioni sono nati i miei post come The Social Teller e avete iniziato a chidermi consigli, suggerimenti, piccole consulenze.
Così ho deciso che era tempo di strutturare un po' meglio quello che potevo offrire.

2) A CHI è RIVOLTO?

A chi si occupa di artigianato, fatto a mano e fai-da-te e vorrebbe promuoversi attraverso la Pagina Facebook

E' fatto per te se:

  • usi la tua Pagina per mostrare quello che crei con le tue mani (Craft, DIY, fai-da-te, riuso creativo...)
  • usi la tua Pagina per promuovere la tua piccola attività artigianale (crei prodotti con le tue mani che vendi online e offline)
  • hai uno shop di prodotti esclusivi e artigianali che vuoi far conoscere (non crei con le tue mani ma vendi prodotti artigianali, fatti a mano o appartenenti a brand indipendenti )

3) PERCHE' è UTILE?

Perché per una piccola attività indipendente, la Pagina Facebook è tanto rilevante quanto avere un buon prodotto. La Pagina serve ad arricchire la percezione del valore dei tuoi prodotti, non ha come primo obiettivo la vendita, ma rende il tuo marchio identificabile e riconoscibile, aiutando le persone ad affezionarsi ad esso (e a te!)

4) PERCHE' DOVRESTI ACQUISTARLO da ME?

Perché posso dire che da quando ho lavorato sulla mia Pagina in modo strategico, la qualità delle interazioni con i fan della mia Pagina è migliorata notevolmente. Più persone sono venute a conoscenza di miei prodotti, delle loro caratteristiche e del mio modo di lavorare, comprendendone quindi il valore e l’unicità; clienti reali e potenziali sono sempre aggiornati sulla mia attività e il dialogo costante con loro mi aiuta a perfezionare il mio lavoro e l’identificazione del mio cliente di riferimento. La mia Pagina è diventata un luogo privilegiato di dialogo aiutandomi a delineare di più chi sono, cosa faccio e in cosa credo. 

Che dici, si capisce meglio?

Spero di aver eliminato quella voce che ripete "sinistra-sinistra-sinistra" e spero di averti fatto capire perché mi piacerebbe lavorare per te: se migliora il nostro modo di comunicare, migliora anche la percezione del valore dell'artigianato e del fatto a mano.

Se vuoi acquistare la consulenza puoi farlo cliccando sul banner che trovi di seguito.
Verrai indirizzato su una pagina dove è spiegato meglio di cosa si tratta e potrai acquistare il servizio.
Una volta osservata in modo approfondito la tua Pagina, elaborerò un documento PDF che conterrà:

  • Analisi dell'aspetto generale della Pagina (cover, profilo, descrizioni, tab..)
  • Analisi della qualità dei contenuti (foto, link, video, testi) con riferimenti specifici e indicazioni sulla loro efficacia
  • giudizio sulla tua social-presenza e sulla qualità delle interazioni
  • suggerimenti e indicazioni per migliorare

Il documento rimarrà nelle tue mani come continuo confronto del tuo operato.



Se vuoi usufruire di uno sconto del 20%, non devi fare altro che inviarmi un messaggio privato sulla mia Pagina Facebook entro lunedì 27/4 alle ore 13.00 (ti invierò il coupon a promozione conclusa)

A presto!

p.s. questo post è il frutto di un prezioso confronto con il gruppo di Social Media Manager formati da Enrica Crivello. Uno dei gruppi Facebook più utili e formativi che conosca.
Non smette mai di mettermi in discussione e di farmi leggere questa parte del mio lavoro con occhio critico e attento. Grazie ragazzi!

lunedì 13 aprile 2015

Giorni in cui vorrei smettere

Ci sono giorni in cui vorrei smettere.


Vorrei smettere di guardare Todoist (l'app che uso per stabilire cosa dovrei fare in quella giornata) chiedendomi se e come riuscirò a fare quello che c'è scritto.

Vorrei smettere di dover dire implicitamente a mio figlio più piccolo che non posso giocare con lui con il risultato di trovarmelo spiaggiato addosso per la noia.

Vorrei smettere di ritrovarmi ad ascoltare i miei altri due bimbi al rientro dall'asilo solo con metà della mia attenzione perchè contemporaneamente sto pensando a quando riuscirò a finire quello che c'era scritto sul benedettissimo Todoist.

Vorrei smettere di ritrovarmi a guardare la casa che pian piano implode per il disordine.

Vorrei smettere di lavorare fino all'1 di notte (anche perchè il risultato è che programmo la consegna della newsletter alle 9 di sera invece che di mattina - cosa realmente accaduta e mi scuso!);

Vorrei smettere di comprare e-book che non riesco a leggere perchè devo evadere degli ordini o preparare un tutorial o correggere i compiti di Colibrì.

Vorrei smetterla di guardarmi allo specchio pensando che mi sto trascurando, che dovrei mangiare meglio e forse andare da un nutrizionista.

Vorrei smetterla di offrire a mio marito il peggio di me (quando è l'unico a meritarsi il meglio)

Ci sono giorni in cui la lacrima facile è in agguato e evito di sbattere gli occhi perchè so che accenderò la miccia; sono i giorni in cui vorrei un lavoro normale, senza partita Iva e senza troppe pretese, che non mi occupi tutto lo spazio libero di cui dispongo con il risultato di lavorare 12/13 ore tra giorno e notte. Sono giorni in cui mi chiedo se ne valga la pena perchè, sebbene tutto dica che la mia strada lavorativa va evidentemente in questa direzione, mi accorgo che forse sto perdendo per strada pezzi di vita, assieme a gusto e passione.
Ci sono giorni in cui non c'è incoraggiamento che tenga, non c'è strategia, metodo o suggerimento che sia sufficiente a levarmi di dosso la sensazione di essermi persa. Ci sono giorni determinati da un solo sentimento: la nostalgia. La nostalgia di me stessa, la nostalgia di un centro che tenga tutto insieme, che non levi la fatica ma ne chiarisca il senso.

E allora perchè non smetto? Potrebbe essere un'opzione, ma io sono una di quelle che davanti a dei segni preferisce andarci fino in fondo, perchè rinunciare è facile ma io ho sempre ritrovato me stessa lottando.

Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei avere tutto chiaro, ma probabilmente è anche uno di quei giorni in cui la cosa più chiara è che

"...le cose, così come sono, non mi sembrano soddisfacenti [...] Ho dunque bisogno della luna, o della felicità, o dell’immortalità, di qualcosa che sia forse insensato, ma che non sia di questo mondo." (Caligola - A. Camus)
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